File sharing e diritto d'autore
Pur essendo una realtà di lungo corso, il file sharing è visto dai detentori dei copyright come un avversario che minaccia un business finora consolidato e redditizio. Le majors non si sono organizzate per rendere disponibili delle licenze globali e non hanno utilizzato le possibilità offerte dal P2P per sviluppare nuove forma di mercato. Hanno preferito adottare un approccio regolatorio di tipo penale e amministrativo, riducendo gli utenti a una condizione di illegalità non punita.
Le tre proposte di Nexa per riformare il diritto d’autore e per ricondurlo al passo coi tempi e con le abitudini degli utenti finali sono queste:
a) Fiscalità generale. Lo stato remunera i titolari dei diritti utilizzando risorse raccolte attraverso l’imposizione fiscale generale.
b) Tassa di scopo. Ciascuna connessione ad Internet potrebbe essere gravata di un balzello per provvedere al pagamento dei diritti d’autore, come già accade per i supporti magnetici e ottici (hard disk, CD, ecc).
c) Licenza. Concedere in licenza i contenuti con forme nuove è l’unico sistema già oggi in linea con le leggi e i regolamenti della Comunità Europea. Una licenza collettiva estesa è in grado di realizzare “un equilibrato bilanciamento del diritto fondamentale degli autori alla tutela dei loro interessi morali e materiali con quello di tutti all’accesso alla cultura”.