Blinking lights

Tecnologia, rete, società.

Mar 1

Questioni di digital divide

Secondo il rapporto Aspetti della vita quotidiana dell’Istat, “in Italia i beni tecnologici più diffusi sono il televisore, presente nel 95,4% delle famiglie e il cellulare (88,5%). Seguono il lettore DVD (59,7%), il videoregistratore (58,1%), il personal computer (50,1%) e l’accesso ad Internet (42%). Tra i beni tecnologici presenti nelle famiglie hanno un certo rilievo anche l’antenna parabolica (30,7%), la videocamera (26,8%), il decoder digitale terrestre (23,8%) e la consolle per videogiochi (18,1%).”

Se consideriamo che nel 9,1% dei casi la connessione internet è di tipo dial-up (max 56k/s), giungiamo alla conclusione che solo il 30% circa degli italiani ha gli strumenti necessari per usufruire dei servizi web più avanzati. In pratica l’uso ad alto livello di Internet (consumo di contenuti multimediali, comunicazione in tempo reale, uploading, ecc.) è ancora un affare per pochi, equiparabile al possesso di un bene piuttosto superfluo come l’antenna parabolica.

Colmare questo gap tecnologico dovrebbe essere in cima all’ordine del giorno nel dibattito politico italiano, se si intende cominciare a diffondere la cultura digitale in un paese dove il web è ancora visto con diffidenza, se non addirittura con ostilità (si veda il recente emendamento D’Alia).


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